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Ed io sentì' chiavar l' uscio di sotto All' orribile torre: ond' io guardai Nel viso a' mie' figliuoli senza far motto:

Io non piangeva, sì dentro impietrai: Piangevan elli: ed Anselmuccio mio Disse : Tu guardi sì, padre; che hai ?

Però non lagrimai: ne rispos' io
Tutto quel giorno, ne la notte appresso,
Infin che l' altro Sol nel mondo uscìo.

Come un poco di raggio si fu messo
Nel doloroso carcere, ed io scorsi
Per quattro visi il mio aspetto stesso,

Ambo le mani per dolor mi morsi :
E quei, pensando ch' io 'l fessi per voglia
Di manicar, di subito levorsi,

E disser: Padre, assai ci fia men doglia Se tu mangi di noi : tu ne vestisti Queste misere carni, e tu le spoglia.

Quetà mi allor, per non farli più tristi : Quel dì, e l'altro, stemmo tutti muti : Ahi dura terra, perche non t apristi ?

Posciache fummo al quarto dì venuti, Gaddo mi si gittò disteso a' piedi, Dicendo: Padre mio, che non m'ajuti?

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Aye then, the doorway locked beneath I heard
Of that infernal tower : I gazed upon
The faces of my sons without a word.

I wept not; inwardly I turned to stone:
They wept : and first my dearling Anselm said,
“What ails thee, Father? such thy look is grown ?"

I shed no tear for this: nor answered
All that same day: nor till the night was gone :
At last, another sun was overhead.

Then, as a scanty ray of light there shone
Into the doleful dungeon, and I read
In their four aspects what must be mine own,

I bit both hands for anguish, hard bestead:
But they, misdeeming it was for distress
Of hunger, in a moment rose, and said,

Feed, Father dear, on us, so we the less
Shall grieve: do thou, who didst our flesh bestow,
Strip off these miserable limbs their dress.”

I held my peace; words had but fed their woe.
Mute that day, mute the next, did we abide;
Merciless earth, that didst not yawn below!

But when there came another morning tide
Then Gaddo fell; and, by my feet reclined,

My Father, wherefore help’st me not?” he cried ;

e

Quivi morì: e, come tu mi vedi, Vid' io cascar li tre ad uno ad uno, Tra 'l quinto dì e 'l sesto : ond' io mi diedi

Già cieco a brancolar sopra ciascuno, E due dì gli chiamai poiche fur morti : Poscia, più che 'l dolor potè 'l digiuno.”

Quand' ebbe detto ciò, con gli occhi torti Riprese 'l teschio misero co' denti Che furo all'osso, come d'un can, forti.

And lived no more. I, whom they left behind,
I saw those three fall slowly, one by one,
In the fifth day and sixth : and, now all blind,

I groped about me after every son:
Two days I called upon their names, though dead;
Then, grief was worsted, and the Famine won.”

With savage glance awry, when he had said,
He griped anew the wretched scull; his teeth
Sharp as a mastiff's on that caitiff head.

1837.

M

The Lord's Prayer.

PURGATORIO, C. XI. 1-21.

O PADRE nostro, che ne' cieli stai,

Non circoscritto, ma per più amore

Ch' a' primi effetti di lassù tu hai; Lodato sia 'l tuo nome e 'l tuo valore

Da ogni creatura, com'è degno

Di render grazie al tuo dolce vapore. Vegna ver noi la pace del tuo regno,

Che noi ad essa non potem da noi,

S' ella non vien, con tutto nostro 'ngegno. Come del suo voler gli angeli tuoi

Fan sagrificio cantando Osanna,

Così facciano gli uomini de' suoi. Da oggi a noi la cotidiana manna,

Senza la qual per quest' aspro diserto

A retro va chi più di gir s' affanna. E come noi lo mal ch' avem sofferto

Perdoniamo a ciascuno, e tu perdona

Benigno, e non guardar al nostro merto. Nostra virtù, che di leggier s'adona,

s Non spermentar con l'antico avversaro, Ma libera da lui, che sì la sprona.

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